Differenza tra scampi e cicale

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Risposta breve

Scampi e cicale sono entrambi crostacei decapodi che differiscono per le caratteristiche fisiche: più snello lo scampo, di colore arancio-rosato, con lunghe e robuste chele, e più tozza la cicala, di colore bianco-grigio, con piccole chele e coda natatoria seghettati.

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Lo scampo

Gli scampi sono crostacei decapodi (hanno cioè 10 zampette) caratterizzati da due grandi chele, carapace arancio-rosato, e possono raggiungere i 20-25 cm di lunghezza.
Apprezzatissimi in cucina, sono versatili e saporiti e possono essere consumati in molti modi: con le linguine, nel risotto, gratinati, bolliti, grigliati, marinati crudi. Sono una buona fonte di vitamina B, acidi grassi polinsaturi, iodio, ma hanno anche un elevato contenuto di colesterolo.

Quando si acquistano gli scampi bisogna prestare attenzione a tre caratteristiche: il colore del carapace che, se ha cominciato ad annerirsi (processo di melanosi) o macchiarsi, indica un crostaceo non più fresco; alla consistenza, che non deve essere molle; all’odore di ammoniaca, che la contaminazione batterica, così come il processo di degradazione, provocano.

La cicala

La cicala di mare (detta anche canocchia) è un crostaceo decapode che può raggiungere i 15-20 cm di lunghezza, dal carapace bianco-grigio, con due pseudo-chele seghettate e un corpo che termina con una coda altrettanto seghettata.
Questo crostaceo ha carni molto pregiate dal costo medio-basso, e il suo sapore dolce si presta sia alla preparazione di primi che di secondi; bollite, saltate in padella, per preparare un fumetto di pesce, le cicale sono sempre buone.
Le cicale sono un alimento poco energetico ma contengono molto colesterolo, vitamina A, B e D, sali minerali, acidi grassi polinsaturi, iodio e Omega 3.

All’acquisto, bisogna prestare attenzione all’aspetto della cicale: dopo essere state pescate, iniziano infatti a disidratarsi e a restringersi all’interno del carapace. Ecco perché in pescheria le cicale vengono solitamente vendute ancora vive e vivaci.
Pulirle ancora vive infatti può essere complicato, poiché le parti taglienti del carapace possono graffiare le dita. Meglio cuocerle con tutto il carapace, comunque, per preservare la morbidezza delle carni e non farle asciugare troppo in cottura: basterà sbollentarle un paio di minuti in acqua calda e condirle con un filo d’olio, o saltarle per qualche minuto in padella con aglio e prezzemolo.

Differenza fra scampi e cicale

Scampi e cicale sono entrambi crostacei decapodi che vivono su fondali fangosi e sabbiosi, dallo stile di vita schivo. Sono piuttosto diversi però già ad una prima occhiata.
Lo scampo ha un carapace snello e rosato, caratterizzato da due lunghe chele, che lo fanno più somigliare al parente più grande, l’aragosta. Dopo la cottura il carapace diventa rosa-aranciato o rosso.
La cicala di mare, invece, ha un carapace più appiattito, con pseudo-chele e coda natatoria seghettati, di colore bianco-grigiastro; è simile, benché molto più piccola, alla cicala di mare grande, o magnosa. Una volta cotto, il colore del carapace è bianco-rosato.
Entrambi sono ricchi di acidi grassi polinsaturi, vitamine, sali minerali, iodio e colesterolo, quindi poco adatti ai regimi dietetici ipocolesterolemici. Possono essere consumati in gravidanza, ma devono essere prima ben cotti.

Sono Ottavia Bellia, fondatrice di questo blog e appassionata di cucina. Sono qui per condividere la mia esperienza nelle tecniche di conservazione degli alimenti e i miei consigli per una perfetta riuscita dei vostri piatti.
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