Nello zafferano c’è nichel?

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2009
Risposta breve

No, lo zafferano non contiene nichel in quantità rilevanti. Può, quindi, essere consumato tranquillamente.

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Lo zafferano

Lo zafferano è una spezia che si ottiene dal fiore del croco, una pianta erbacea perenne che fiorisce in autunno; tra ottobre e novembre ha luogo la raccolta dei fiori dello zafferano: i fiori hanno un bel colore lilla, e i loro stigmi vengono raccolti ed essiccati per la produzione dello zafferano.
Questa spezia preziosa (e costosa) ha proprietà antidepressive, antitumorali, sedative, antispasmodiche, è efficace nel trattamento della sindrome premestruale, e studi hanno confermato che stimola la produzione di ormoni responsabili del desiderio sessuale. Lo zafferano contiene, inoltre, carotenoidi, che conferiscono il colore giallo-oro, folati, manganese, omega 3 e 6, vitamina A, B1 (tiamina) e B2 (riboflavina).

Nello zafferano c’è nichel?

Il nichel è un metallo presente in praticamente tutti gli alimenti, in quantità variabile, ed è quindi difficile escluderlo del tutto dalla dieta.
Ma ci sono alcuni alimenti che possono essere consumati in tranquillità poiché ne contengono minime quantità, e fra questi troviamo lo zafferano. Vediamo quali sono:

  • alcune spezie: curcuma, peperoncino, pepe rosa, paprika, zafferano, zenzero;
  • latte e derivati (fatta eccezione per latte di mandorla, di pistacchio, di soia, d’avena);
  • cereali e simili: farro, quinoa, semola, riso, kamut;
  • olio d’oliva, olio di riso, aceto di riso e aceto di mele;
  • carni bianche e rosse (fatta eccezione per il fegato);
  • uova;
  • pesci di piccole dimensioni (poiché l’accumulo di nichel è minore);
  • alcuni vegetali: ceci, melanzane, barbabietole, zucche, zucchine, peperoni, radicchio rosso, valeriana, finocchi, scarola, indivia, lattuga canasta e iceberg, ravanelli; limoni, arance, mandarini, pompelmi, banane, mele, pesche, castagne, meloni;
  • alcuni salumi: prosciutto crudo, fesa di tacchino, bresaola.

L’intolleranza al nichel

Il nichel è presente non solo nei terreni in cui vengono coltivati frutta e verdura, ma anche nelle acque, per cui lo si trova anche nel pesce.
Gli alimenti assolutamente da evitare sono quindi:

  • frutta secca: noci, mandorle, pistacchi, nocciole;
  • cacao e liquirizia;
  • margarina;
  • molte spezie: pepe, menta, noce, moscata, origano, basilico, alloro, cannella, cumino, prezzemolo;
  • cibi in scatola;
  • lievito chimico;
  • farina di mais e integrale;
  • crostacei, molluschi e pesci di gradi dimensioni come salmone, tonno, sgombro, aringa, merluzzo;
  • superalcolici e vino;
  • caffè, camomilla e tè;
  • olio di semi;
  • legumi, soia e tofu;
  • fegato;
  • molti vegetali: asparagi, cetrioli, cavoli, cavolfiori, carote, cipolle, funghi, mais, patate, pomodori, lattuga, sedano, spinaci, radicchio verde;
  • alcuni tipi di frutta: ananas, anguria, cocco, lamponi, mirtilli, prugne, uva, kiwi.

Chi è allergico al nichel sviluppa la sintomatologia sia per “accumulo” (consumando abitualmente alimenti che lo contengono) che per “contatto” (moltissimi oggetti di uso comune, bigiotteria e cosmetici contengono nichel).
L’allergia al nichel può manifestarsi con:

  • prurito ed eruzioni cutanee;
  • nausea;
  • stanchezza;
  • insonnia;
  • emicrania e acufene;
  • gengive infiammate;
  • gonfiori addominali.

 

Sono Ottavia Bellia, fondatrice di questo blog e appassionata di cucina. Sono qui per condividere la mia esperienza nelle tecniche di conservazione degli alimenti e i miei consigli per una perfetta riuscita dei vostri piatti.
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